Psicologo o Psicoterapeuta? Facciamo chiarezza

Maria Valentini

2/1/20263 min leggere

Quando si parla di salute mentale, i termini psicologo e psicoterapeuta vengono spesso utilizzati come sinonimi. Nella realtà, però, indicano figure professionali con ruoli, competenze e percorsi formativi differenti. Capire queste differenze è importante non solo per orientarsi nella scelta del professionista più adatto, ma soprattutto quando si attraversano momenti delicati della vita, come la gravidanza o il post partum.

Chi è lo psicologo?

Lo psicologo è un professionista laureato in Psicologia, abilitato alla professione dopo l’Esame di Stato e iscritto all’Albo degli Psicologi della propria Regione.
Può occuparsi di valutazione psicologica, prevenzione, sostegno e orientamento, utilizzando strumenti come il colloquio clinico e i test psicodiagnostici.

In ambito perinatale, lo psicologo può:

Offrire colloqui di sostegno per gestire ansia e preoccupazioni in gravidanza
Condurre incontri di psicoeducazione sui cambiamenti a livello personale e famigliare
Condurre incontri di gruppo in preparazione al parto o nel periodo successivo alla nascita
Supportare la coppia nel periodo di transizione verso la genitorialità
Rilevare eventuali segnali di disagio psicologico e, se necessario, indirizzare a un psicoterapeuta o psichiatra.

Chi è lo psicoterapeuta?

Lo psicoterapeuta è uno psicologo o medico che ha proseguito la propria formazione con una specializzazione in psicoterapia, un percorso di 4 anni riconosciuto dal MIUR. Questo professionista è formato per intervenire su disturbi psicologici e difficoltà emotive complesse, utilizzando specifici modelli e tecniche psicoterapeutiche.

Nella perinatalità, lo psicoterapeuta può:

Trattare depressione post-partum o ansia perinatale
Approfondire conflitti emotivi legati alla maternità o alla propria storia personale
Aiutare a elaborare vissuti traumatici come parti difficili, aborti spontanei o lutti perinatali
Accompagnare il neo-genitore in percorsi di rielaborazione profonda del proprio vissuto o della propria relazione di coppia.

Quando rivolgersi all’uno o all’altro?

Lo psicologo può aiutarti se desideri un supporto emotivo in un momento difficile o particolarmente stressante oppure se vuoi lavorare sulla tua consapevolezza, come prevenzione in vista di un cambiamento in arrivo. Intraprendere un percorso di supporto psicologico può essere utile se senti di aver bisogno di aiuto, ma non sai bene da dove cominciare; lo psicologo può sostenerti nel fare chiarezza ed eventualmente indirizzarti dal professionista più adatto per le tue esigenze.

Se, invece, sai già di vivere problematiche come depressione, ansia o hai subito forti traumi potrebbe essere più utile rivolgersi a uno psicoterapeuta. Ricorda che ogni professionista ha una o più specializzazioni su temi precisi, per cui può essere utile cercare la persona che tratta proprio quello di cui tu hai bisogno. Lo psicoterapeuta ti può aiutare se vivi una sofferenza persistente che limita la tua vita quotidiana o se senti di ripetere schemi che non riesci a modificare da solo.

Un percorso che mette al centro la persona e la relazione

La perinatalità è un periodo intenso, ricco di emozioni contrastanti: gioia, paura, entusiasmo, confusione. Inoltre, si verificano trasformazioni profonde nel corpo, nell’identità e nelle relazioni, che possono generare momenti di ansia e preoccupazione. Non è utile aspettare che il disagio diventi grande per chiedere aiuto, è importante agire subito per poter ridurre la sofferenza emotiva. Un intervento tempestivo - anche solo di sostegno - può favorire benessere per la persona, maggiore consapevolezza e una genitorialità più serena.

Sia psicologo che psicoterapeuta condividono un obiettivo comune: promuovere il benessere psicologico per le persone che chiedono aiuto, favorire un aumento della propria autostima e delle capacità personali, migliorare il contesto relazionale.
Ogni intervento è costruito in modo personalizzato, in base alle richieste e i bisogni del cliente, e bisogna sempre ricordare che la base dell’intervento terapeutico si basa sulla relazione, oltre la formazione specifica del professionista.

È proprio nella relazione tra professionista e cliente che vengono visti, riconosciuti e modificati quei meccanismi relazioni disfunzionali che portano disagio alla persona ed è proprio la relazione ad essere un luogo per imparare a decostruire e ricostruire delle modalità sane per interagire con se stessi e con gli altri.