La coppia dopo il parto: da due a tre

Maria Valentini

1/23/20263 min leggere

Da coppia a genitori: ora siamo in tre

La nascita di un figlio rappresenta una profonda trasformazione non solo per il singolo, ma anche per la relazione di coppia. Il passaggio “da due a tre” comporta una riorganizzazione dei ruoli, dei tempi e delle priorità, che può mettere alla prova l’equilibrio costruito fino a quel momento.

Ricerca di nuovi equilibri

Nel periodo post-parto è frequente che la coppia sperimenti stanchezza, riduzione del tempo condiviso e difficoltà comunicative. Le energie sono spesso concentrate sulla cura del neonato e sui bisogni immediati, lasciando poco spazio alla relazione. Questo non indica necessariamente una crisi, ma una fase di adattamento che richiede tempo e impegno per ricreare un nuovo equilibrio.

Proprio per questo è fondamentale che i partner riescano ad avere, anche se il tempo è poco, una comunicazione di qualità, per essere sintonizzati il più possibile e non dare per scontato che il vissuto dell'altro sia uguale al proprio. Infatti, ognuno può avere emozioni, bisogni e pensieri ben diversi da quelli dall'altro; nel condividerli si possono trovare punti di forza e dove non arriva uno, può entrare in gioco l'altro!

Come gestire i primi giorni in tre?

Spesso la stanchezza fisica, il carico mentale, la gestione della casa, il cambio di ritmi e priorità possono creare difficoltà all'interno della coppia, soprattutto se la percezione di uno dei due o di entrambi è che l'altro non "faccia abbastanza" e che il peso non sia equamente distribuito.
Per questo motivo è consigliabile, ben prima che nasca il bambino, parlare nel dettaglio di come ci si suddividerà i compiti, la gestione dei pasti e della casa, delle visite dei parenti e degli amici... tutte cose che dopo l'arrivo del bambino saranno travolgenti.

Riuscire a essere squadra, insieme, e non uno contro l'altro spesso è la chiave per viversi questi primi momenti delicati in modo sereno ed equilibrato. Il nucleo a tre è uno spazio sacro, soprattutto nei primi momenti: non avere paura di proteggerlo se senti che non è ancora il momento di aprire le porte al mondo esterno! Allo stesso tempo, se senti che da sola è troppo difficile e avresti bisogno di compagnia e aiuto, è assolutamente legittimo poterlo chiedere, ma ricorda: sei tu che decidi come e quanto vuoi essere aiutata o aiutato.

Ridefinire la coppia

Dopo l'arrivo di un figlio, la coppia non sparisce, ma cambiano i ritmi, gli spazi, il tempo che ci si può dedicare reciprocamente. Inoltre, le attenzioni di entrambi spesso sono focalizzate sul bambino e la coppia va in secondo piano. Tutto questo è fisiologico e ha anche una spiegazione biologica, ma è importante che questa situazione non permanga troppo a lungo e che ci si possa dedicare dei momenti soltanto per nutrire la relazione di coppia. 

Oltre a questo, è molto bello e utile esplorare insieme il nuovo ruolo di genitori, soprattutto se è il primo figlio, e chiedersi con curiosità quali sono i vissuti, le emozioni, le sensazioni che l'altro sta provando in questa nuova fase di vita. 
Naturalmente, anche il confronto e la condivisione con altre mamme e altri papà può essere utile per comprendere la propria situazione e avere anche un punto di vista alternativo; a volte, si tende a isolarsi un po' e a pensare di essere gli unici e le uniche a vivere determinate difficoltà. 

Quando chiedere aiuto?

Chiedere aiuto non funziona allo stesso modo per tutti. Alcune persone hanno bisogno di tempo prima di ammettere di aver bisogno di aiuto e può essere particolarmente difficile per loro esternarlo, altre persone preferiscono avere vicino membri della famiglia o amici, altre ancora potrebbero invece preferire uno sconosciuto, senza alcun legame personale.

Ognuno lo vive a modo suo, ma è molto importante saper riconoscere quando il supporto amicale non basta e farcela con le proprie forze non è più sufficiente.
Se tu e il tuo partner state vivendo conflitti che sembrano insormontabili o che durano da troppo tempo, se ti senti senza forze, come se non avessi più una motivazione, se le emozioni che provi sono troppo intense o se senti che una persona esterna può aiutarti a trovare una nuova prospettiva, allora non esitare a rivolgerti a uno psicologo o una psicologa. 

Un supporto psicologico può offrire uno spazio in cui fermarsi, riflettere e dare significato ai cambiamenti in atto, favorendo una riorganizzazione più equilibrata della vita di coppia e della nuova identità genitoriale.