Infertilità: l'aspetto psicologico

Maria Valentini

12/27/20252 min leggere

Infertilità: di cosa si tratta e perché riguarda anche il benessere emotivo

L’infertilità è una condizione che riguarda una coppia quando, dopo almeno 12 mesi di rapporti sessuali non protetti(6 mesi se la donna ha più di 35 anni), non si riesce a ottenere una gravidanza. È una definizione clinica, ma dietro questo termine si nasconde spesso un’esperienza emotiva complessa e profondamente impattante.

L’infertilità può essere:

  • primaria, quando non si è mai ottenuta una gravidanza;

  • secondaria, quando la difficoltà insorge dopo una o più gravidanze precedenti.

Può dipendere da fattori femminili, maschili, da una combinazione di entrambi o, in alcuni casi, da cause non identificabili. Tuttavia, al di là degli aspetti medici, l’infertilità coinvolge la persona e la coppia sul piano emotivo, relazionale e identitario.

L’esperienza emotiva dell’infertilità

Affrontare un percorso di infertilità significa spesso convivere con attese, delusioni e incertezze ripetute. Ogni ciclo che non porta al risultato sperato può riattivare sentimenti di tristezza, frustrazione, rabbia o senso di colpa. Non è raro che emergano domande profonde sul proprio valore, sul corpo e sulla propria identità.

Molte persone riferiscono di sentirsi isolate, soprattutto quando intorno a loro gravidanze e nascite sembrano avvenire con facilità. Il confronto con gli altri può diventare doloroso e portare a un progressivo ritiro emotivo o sociale. Ci si può sentire soli, diversi, "rotti" e, purtroppo, si può avere l'impressione di essere gli unici ad attraversare queste difficoltà. Per questo è fondamentale riuscire, con i propri tempi, a condividere il proprio vissuto con persone che possono essere di supporto.

L’impatto sulla coppia

L’infertilità non riguarda mai solo il singolo, ma coinvolge la relazione di coppia. Tuttavia, i partner possono vivere il percorso in modo diverso, anche per le diversità legate alla biologia maschile e femminile e alle diverse modalità individuali di affrontare la problematica. Questo può generare incomprensioni, distanza o difficoltà comunicative.

Allo stesso tempo, se accompagnata e condivisa, questa esperienza può diventare anche un’occasione per rafforzare il legame, imparando a riconoscere e rispettare i reciproci vissuti.

Il ruolo del supporto psicologico

Il supporto psicologico in questo ambito può offrire uno spazio sicuro in cui dare spazio alle emozioni spesso trattenute, elaborare il senso di frustrazione e perdita e sostenere la coppia nella comunicazione e nella condivisione dei reciproci vissuti.

Un professionista della salute mentale formato nell'ambito dell'infertilità può inoltre accompagnare la donna o la coppia in eventuali percorsi di procreazione medicalmente assistita e aiutare a mantenere un equilibrio durante l'attesa e le varie fasi del processo.
Non si tratta di togliere il dolore, ma di non affrontarlo da soli, lasciando entrare qualcuno nella propria sofferenza e nella propria emotività.

Riconoscere e legittimare la sofferenza

L’infertilità è un’esperienza che merita particolare ascolto e rispetto. Riconoscere la propria sofferenza significa prendersi cura di una parte importante di sé, riconoscendo che chiedere aiuto non è una debolezza, ma un atto di coraggio e forza. Dare spazio al proprio vissuto emotivo (e a quello del proprio partner) può aiutare a ritrovare un senso di integrità e continuità nel proprio percorso, qualunque sia il suo esito.

Spesso, le persone che affrontano una diagnosi di infertilità possono avere vissuti di vergogna e colpa, legati alla diagnosi e alla percezione di essere i responsabili del figlio che non arriva, del dolore per il partner, della frustrazione e anche del peso economico che le coppie affrontano nei percorsi di procreazione medicalmente assistita.